“Costruire ponti e non muri” una proposta laboratoriale

L’insegnamento della religione predispone gli alunni agli interrogativi sul senso della loro esperienza per elaborare ed esprimere un progetto di vita che si integri nel mondo reale in modo dinamico, armonico ed evolutivo. L’insegnamento di questa disciplina si offre anche come preziosa opportunità per l’elaborazione di attività interdisciplinari, per proporre percorsi di sintesi che da una peculiare angolatura, aiutino i ragazzi a costruire mappe culturali.

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Si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione»,
Queste le parole di Papa Francesco nel giorno in cui ricorreva il venticinquesimo anniversario della caduta del muro di Berlino.
 

A partire da queste affermazioni che abbiamo ritrovato in grande evidenza nei principali quotidiani nazionali con i ragazzi di terza di Borgotaro scuola secondaria di primo grado durante l’ora di religione abbiamo ideato un laboratorio multidisciplinare.

Costruiamo più ponti e meno muri

1) Prima Lezione:
Costruiamo la notizia
Prima parte: Aula informatica, laboratorio di ricerca

-La classe si divide in quattro gruppi di lavoro
Ogni gruppo è una redazione giornalistica, con un proprio personale, nome testata, un direttore scelto all’interno del gruppo, un capo redattore, alcuni giornalisti che redigono brevi testi, alcuni segretari che lavorano sulle immagini.

Ogni gruppo ha la possibilità di scegliere (su tema guidato dall’insegnante) le notizie da pubblicare e può dettare una propria personale linea editoriale, si possono inserire opinioni commenti….…
Il prodotto finale è un piccolo quotidiano di informazione composto da max 8 slides in formato Power Point con immagini e testi autoprodotti
La tematica didattica è: “Costruiamo più ponti e meno muri”.

Seconda Parte: Esposizione elaborati
-Presentazione alla lavagna multimediale degli elaborati da parte di ciascun gruppo.
-La classe può porre domande al direttore del gruppo riguardo i testi prodotti e la scelta delle immagini.
-La redazione accoglie le critiche, prende nota in funzione di migliorie da apportare.

2) Seconda lezione:
Il Giubileo della misericordia, PONTE per il dialogo e l’accoglienza
Prima parte: Letture, esemplificazioni, produzione mappe concettuali, schemi.

-Il Giubileo significato dell’evento
-Il Giubileo nella tradizione ebraica
-Il Giubileo nella tradizione cristiana
-Il primo Giubileo (Dante, Celestino V, Bonifacio VIII)
-Giubileo ordinario e Giubileo straordinario
-Lettura dell’immagine, significato logo Giubileo del 2000
(pace del mondo, tanti popoli una terra)
-Lettura dell’immagine, significato logo Giubileo straordinario della misericordia (Volti, colori, sfondo, significato, gesti)

Seconda parte:  Laboratorio artistico

  • Ogni alunno a suo piacimento elabora un personale logo del Giubileo della misericordia con l’utilizzo degli elementi “muro” e “ponte”
  • Esposizione alla classe degli elaborati personali

3) Terza Lezione:
I MURI
-I muri fisici: i muri nel mondo che separano e che hanno separato popolazioni e uomini
-I muri psicologici e ideologici: Ingiustizie, povertà, bisogni di diritti
-I muri del cuore: Odio, violenza, egoismo


4)
Quarta Lezione:
Laboratorio Biblico, due parabole a confronto.

Parabola del buon Samaritano
er…. disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Và e anche tu fà lo stesso».

Parabola Figliol Prodigo
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: E’ tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

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Analisi dell’opera pittorica di Rembrandt che rappresenta due personaggi della vicenda della parabola del Figliol prodigo. Si sottolinea il significato profondo espresso in modo pittorico da questi particolari:

-Il capo del figlio che si appoggia al ventre del padre nella richiesta di perdono
-I piedi nudi ed i calzari che dimostrano un lungo viaggio compiuto
-Le mani del padre sulla schiena del figlio sono in evidenza: una ha carattere maschile (la giustizia e la fermezza di Dio), una ha carattere femminile (la bontà e la misericordia di Dio)

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5) Quinta lezione dall’Europa dei muri (muro di Berlino) all’Europa delle nazioni
Il progetto Europeo (breve storia del 900)
-Il monachesimo cristiano cattolico ortodosso medievale prima rete culturale Europea
– il dialogo interreligioso come ponte fra culture
-Il futuro dell’umanità: ponti di dialogo, il valore della pace.


In questa Unità di apprendimento vengono affrontati i seguenti obiettivi formativi:

Dio e l’uomo

  • Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue esperienze tracce di una ricerca religiosa

La Bibbia e le altre fonti

  • Individuare il contenuto centrale di alcuni testi biblici, utilizzando tutte le informazioni necessarie ed avvalendosi correttamente di adeguati metodi interpretativi.
  • Individuare i testi biblici che hanno ispirato le principali produzioni artistiche (letterarie, musicali, pittoriche…) italiane ed europee.

Il linguaggio religioso

  • Riconoscere il messaggio cristiano nell’arte e nella cultura in Italia e in Europa, nell’epoca tardo-antica, medievale, moderna e contemporanea.

I valori etici e religiosi.

  • Confrontarsi con la proposta cristiana di vita come contributo originale per la realizzazione di un progetto libero e responsabile.

Percorsi trasversali disciplinari di: 
Storia, Educazione alla cittadinanza, Geografia, italiano, Educazione Artistica

 

Insegnante roberto bellavigna