La Primaria di Albareto a teatro… Il gatto con gli stivali!

Un resoconto di questa bella esperienza direttamente dal racconto degli alunni stessi.

I disegni dei nostri reporter

 

Pomeriggio a teatro
Il giorno 20 Febbraio 2012 la scuola di Albareto ha svolto un’ uscita per andare a vedere il teatro a Borgotaro. Siamo partiti alle ore 2:00 del pomeriggio e abbiamo fatto  ritorno verso le 4:30. Siamo arrivati a teatro con il pullman , siamo entrati e ci ha accolto una ragazza che ci  ha portato nella sala del teatro. Dopo poco tempo lo spettacolo  incomincia. La ragazza ci ha raccontato la storia del gatto con gli stivali con movimenti legati alla storia.
La storia incomincia cosi’ :
Un  vecchio mugnaio mori’ e lascio’  tutta la sua eredita’ ai suoi tre  figli : al primo  lascio’ il mulino , al secondo lascio l’ asino e al terzo un gatto.  Il terzo disperato diceva : i miei  due  fratelli si potranno mettere in societa’ ma io  che ne faccio di un gatto. Il gatto gli disse: dammi un cappello, un sacco e un paio di stivali. Dopo il gatto ando’ in un prato, apri’ il sacco e aspetto’ che una preda vi andasse dentro. Arrivò  una lepre che vi si infilò dentro e il gatto chiuse il sacchetto  con uno scatto veloce e lo portò al re egli disse: questo è il dono del mio padrone il Conte di Carabas e il re disse al gatto : oggi verrò a trovare il Conte. Il gatto andò dal suo padrone  e gli disse di togliersi i vestiti e di buttarsi nel fiume . Arrivò la carrozza del re  con sua figlia , il gatto saltò fuori e disse al re: dei ladri hanno rubato i vestiti al mio padrone . Il re gli  diede dei suoi vestiti  e lo portò in carrozza con lui e sua figlia. Il gatto andò avanti e disse  di dire al re che  questo terreno  è del Conte di Carabas.  Fece cosi’ con un agricoltore , con un allevatore e con tanti altri fino ad arrivare da un orco che si poteva trasformare in ogni animale . Il gatto gli chiese: ma tu puoi trasformarti anche in un topo? L’ orco gli rispose di si e quando si trasformò il gatto se lo pappò. Quando arrivò il re, il gatto gli disse che il castello era del Conte di Carabas . Il re disse al Conte : ma come sei ricco e gli diede il permesso di sposare sua figlia e si sposarono . Quando finì tornammo ad Albareto. La campanella suonò e noi andammo a casa, riflettendo sulla morale:spesso non serve lamentarsi come faceva il figlio del mugnaio che non era contento di avere un gatto per eredità, poiché quello che conta è:provare ad essere felici con ciò che si ha.
Cristian
Altri resoconto dopo il salto.

Lunedì  20 , di  pomeriggio,  siamo  andati  al  Museo delle Mura .Dovevamo vedere uno spettacolo teatrale  che si intitolava  “il gatto con gli stivali “. Siamo andati giù con la corriera. Quando siamo arrivati abbiamo visto che il posto era abbastanza piccolo,visto che era la prima volta che ci andavamo . Ci siamo seduti su delle sedie  e lì davanti c’era una ragazza che cominciò a raccontare la storia; credevo che ci sarebbero stati tanti personaggi  diversi,invece lei da sola,ci raccontò la storia,con l aiuto di una fisarmonica. Quando finì  la storia tutti abbiamo dovuto illustrare la storia e le parti che più ci ricordavamo e anche una frase che ci ricordavamo. Dopo un po’ siamo tornati a scuola e lì c’erano le mamme e i papà che ci aspettavano,io ho raccontato alla mia cosa avevamo fatto e anche la morale della storia del gatto con gli stivali e penso che è proprio giusto accontentarsi di quello che si ha.

Elena

Il gatto con gli stivali al Museo delle Mura

DIVERTENTE MONOLOGO PER I BAMBINI DI ALBARETO E BORGOTARO

Il 20 febbraio i bambini delle elementari di Albareto e Borgotaro sono andati a vedere al Museo delle Mura, la narrazione del “Il gatto con gli stivali” accompagnata dalla fisarmonica. Nella sala riempita di seggiole per i piccoli spettatori li ha accolti una donna molto simpatica che dopo averli fatti sedere  ha preso da dietro le quinte una fisarmonica, ha iniziato a suonare e a raccontare la storia tutta a ritmo di musica. Alla fine,ha spiegato la morale della favola: anche quando sembra che tutto vada male la situazione può cambiare, tutti ne sono stati entusiasti. Poi ha fatto fare in disegno sul gatto con gli stivali, ve n’erano di vario tipo: ritratti a pastello, paesaggi interi con il soggetto piccolo piccolo, disegni enormi o minuscoli. Tutti i bambini sono tornati a scuola felici.

Lia