Mobilità e pensioni (Comunicato Cisl)

La trattativa in corso sulla mobilità non è un cedimento né un avallo ai contenuti della legge 107, ma l’esatto contrario. Se riusciremo a concluderla nel pieno rispetto dei punti di intesa fin qui raggiunti avremo ridotto certamente l’impatto negativo di norme che non ci piacciono, su cui continua il nostro impegno per ottenere modifiche, ma che nel frattempo esistono: conviene a qualcuno lasciare che l’Amministrazione sia messa in condizione di applicarle, indisturbata, così come sono scritte nella legge? Sicuramente non alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola, che sanno bene come le contestatissime disposizioni su ambiti e chiamata siano frutto della 107, non di una trattativa contrattuale.
Contrattare ci dà invece l’opportunità di riprenderci spazi di intervento su una materia come la mobilità, che per sua natura va disciplinata in via negoziale e che non si capisce perché dovremmo regalare a interventi unilaterali del Ministero.
Non regge, sul piano logico prima ancora che politico, la tesi per cui occorrerebbe concentrare ogni sforzo su altri versanti, soprattutto su quello di iniziative referendarie. Ammesso che sia questa la via da imboccare, e a prescindere dai suoi possibili esiti, i suoi tempi di percorrenza sarebbero tali da non avere nell’immediato alcuna incidenza. Trasferimenti e passaggi si farebbero, nel frattempo, applicando sic et simpliciter ciò che sta scritto, nero su bianco, nella legge. Davvero un grande risultato!
Le storture della legge 107 non si correggono con le chiacchiere, ma lavorando sodo sul terreno che è tipico dell’azione sindacale, quello della contrattazione: è quello che stiamo facendo, insieme a tutte le organizzazioni presenti al tavolo di trattativa. Lo riteniamo un dovere verso i lavoratori che rappresentiamo e un atto di coerenza con la battaglia che stiamo conducendo da mesi, e che continua, contro un’idea sbagliata di scuola.
Altri preferiscono prendere di mira i sindacati che contrattano, riproponendo con monotonia l’unica musica che conoscono. Dividere in nome dell’unità è da sempre il loro sport preferito. Un sindacato vero non diserta mai la contrattazione: la rivendica e la esercita. E ci pensa su almeno tre volte prima di indicare come nemico da battere le altre organizzazioni. Infatti chi sta prendendo di mira la trattativa in corso, con nessun rispetto per la realtà e pochissimo per la logica, non è un sindacato, è qualcos’altro.

Roma, 3 febbraio 2016

Lena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola
Mobilità, il punto sulla trattativa

L’incontro politico svoltosi nella serata di lunedì 25 gennaio al MIUR si è chiuso con la sottoscrizione di un’intesa nella quale vengono fissati i punti su cui le parti ritengono possibile definire il CCNI sulla mobilità del personale docente, educativo e ATA per il 2016/17, evitando così che la materia sia disciplinata da un atto datoriale assunto unilateralmente dal MIUR.
Tra i punti che riteniamo positivi, perché rappresentano sicuramente un passo avanti rispetto a quanto prevede la legge 107 segnaliamo:

la possibilità di estendere in modo significativo il mantenimento della titolarità di scuola in caso di mobilità provinciale, garantendolo per tutto il personale assunto negli anni precedenti il 2015. Si tratta di una possibilità che in caso di applicazione rigida della 107 non sarebbe prevista, ad esempio, nemmeno per i docenti trasferiti d’ufficio.
la possibilità di rimuovere per tutti l’obbligo di permanenza per un triennio nella provincia di assunzione.
L’opportunità di ottenere anche nella mobilità interprovinciale, sia pure limitatamente alle sedi comprese nel primo degli ambiti indicati nella domanda, la titolarità su singola istituzione scolastica.
La previsione di una sequenza contrattuale nella quale diventa oggetto di negoziato anche l’assegnazione della sede per chi risulterà titolare su ambito territoriale. La sequenza è di fatto un ulteriore contratto integrativo, da sottoscrivere entro 30gg a partire dalla firma del CCNI, e riguarderà le modalità e i criteri di assegnazione a una scuola del docente titolare su ambito territoriale; modalità e criteri che dovranno essere trasparenti e oggettivi, evitando che l’assegnazione alle scuole sia frutto di decisioni arbitrarie.
Su queste premesse e con questi obiettivi la trattativa prosegue in questi giorni in modo serrato a livello tecnico, per la messa a punto di un testo coerente con gli impegni politici formalizzati nel documento sottoscritto da sindacati e Amministrazione.
Le questioni più complesse e delicate riguardano il personale docente, mentre per il personale ATA ed educativo la legge 107 non ha ricadute particolari sulle consuete regole, che resterebbero pertanto sostanzialmente confermate.
Se non vi saranno sviluppi imprevisti del negoziato, la sottoscrizione del CCNI potrebbe avvenire agli inizi della prossima settimana.

Come ribadito nel comunicato di Lena Gissi riportato in apertura, non muta sicuramente il nostro giudizio su una legge di cui continuiamo a chiedere necessari e profondi cambiamenti, ma nel frattempo abbiamo il dovere di cogliere tutte le opportunità, in primo luogo attraverso l’azione contrattuale, per valorizzare la nostra idea di scuola e assicurare il massimo di tutela ai lavoratori che rappresentiamo.
Le regole per la mobilità si decidono adesso, quelle che siamo riusciti a definire con la trattativa e l’intesa segnano senza dubbio un notevole passo avanti rispetto all’applicazione rigida della norma attraverso atti unilaterali. Un’eventualità, quest’ultima, che è davvero difficile considerare più utile e vantaggiosa per i lavoratori.
Pensioni: opzione donna, domande aperte fino al 15 febbraio

L’art. 1 comma 281 della Legge di Stabilità 2016 ha disposto la proroga al 31 dicembre 2015 delle norme che consentono alle donne di andare in pensione con requisiti anagrafici e contributivi più bassi di quelli ordinari, previa opzione per un trattamento calcolato interamente col sistema contributivo.
Si tratta in sostanza di una proroga della cosiddetta “opzione donna”, in forza della quale tale opzione può essere ancora esercitate dalle lavoratrici che maturano al 31 dicembre 2015 un’ età pari o superiore a 57 anni e 3 mesi e un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni.
Tali lavoratrici, per accedere alla pensione dal 1 settembre 2016, potranno presentare istanza di dimissioni on line tramite il sistema POLIS a decorrere dal 15 gennaio ed entro il 15 febbraio 2016.
Ovviamente l’applicazione del sistema contributivo comporta una sensibile riduzione del trattamento di pensione; per conoscerne l’entità va esaminata attentamente la situazione contributiva dell’interessata, cosa che può essere fatta rivolgendosi ai servizi di consulenza e patronato svolti presso le nostre sedi Cisl e Cisl Scuola.