Teatro in lingua francese

Il giorno 28 febbraio le classi 1A,1B,1C,2A,2B,2C, 3A,3B,3C,3D, si sono recate con gli insegnanti Massera, Simonelli, Sdraiati, Beccari, Varini, Schena, Bucci, Beccarelli, Montenegro, Casiello, Guzzetta, Baroni, Savastano al teatro “Pezzani di Parma per assistere alla rappresentazione teatrale in lingua francese “Arsène Lupin”.

Maurice Marie Émile Leblanc nasce a Rouen l’11 novembre 1864, ma una volta abbandonati gli studi di legge si trasferisce a Parigi, dove inizia a collaborare con giornali e riviste pubblicando articoli, romanzi e racconti a puntate. Negli anni successivi si dedica alla scrittura di racconti polizieschi, molto apprezzati nell’ambiente letterario ma meno dal grande pubblico. Nella novella del 1904 L’Arrestation d’Arsène Lupin appare per la prima volta il personaggio del celebre ladro gentiluomo. Considerato la controparte francese del britannico Sherlock Holmes, il personaggio di Lupin ottiene immediato successo, spingendo il suo creatore a farne dal 1907 il suo unico soggetto. Come altri scrittori legati a doppio filo ad un unico personaggio, Leblanc tentò, senza fortuna, di liberarsi dal rapporto esclusivo con la sua creatura e di soppiantarla nel cuore dei lettori con altri personaggi. Poiché nessuno di essi riuscì ad affermarsi, egli continuò a narrare le avventure del celebre ladro fino agli anni ’30 inoltrati. Nel 1921 fu insignito della Legion d’onore per la sua opera letteraria. Morì a Perpignac il 6 novembre 1941.

Arsène Lupin rappresenta la più celebre incarnazione, dopo Robin Hood, dell’archetipo del ladro gentiluomo. A metà strada tra bandito e illusionista, senza mai venir meno ai dettami dell’etica e dell’eleganza, Lupin esercita con charme e ineguagliabile destrezza l’antica arte di rubare ai ricchi per dare ai poveri. E in questa “attività” lo vediamo impegnato a Parigi all’inizio del nostro adattamento, mentre il commissario Ganimard, suo eterno rivale, tenta invano di dargli la caccia. Tuttavia un telegramma da Lille, annunciante l’improvvisa e inaspettata morte del conte Bonhomme, suo amico fraterno e compagno di guerra, spinge Arsène e il suo fedele aiutante Grognard a partire per far luce su quello che, a prima vista, sembrerebbe trattarsi di un incidente. A Lille, in nome della giustizia e dell’amicizia con il conte Bonhomme, Lupin mette in campo l’astuzia più sottile e i travestimenti più ingegnosi per scoprire la verità, salvare la vita della giovane Cora, figlia del conte, e contemporaneamente, sfuggire al commissario Ganimard: “Justice sera rendue!”.

Un ambiente bianco e nero che rimanda immediatamente ai gialli polizieschi degli anni ’30. Questa produzione diretta da Gérald Dumont (Notre-Dame de Paris, Cyrano de Bergerac, Le Comte de Monte-Cristo, Le Petit Prince, La Belle et La Bête) mantiene alto il livello di suspense con scricchiolii di porte che si aprono, ombre di persone alle finestre, scritte al neon, fumo ed effetti controluce che svelano solo la silhouette dell’assassino… Ogni luogo è particolare e riconoscibile grazie ai cambi scena che avvengono a vista, in modo molto divertente, cosa che rispecchia pienamente il carattere di questo spettacolo: una commedia musicale a tratti noir, con accenni di arguta comicità e momenti di leggerezza sottolineati dalle canzoni di Zaz, Charles Aznavour, Gilbert Bécaud e altri, tutte interpretate dal vivo dagli attori madrelingua. I sottofondi musicali, scelti con cura privilegiando brani dinamici e con grandi orchestrazioni, accompagnano la storia in ogni momento e guidano Arsène durante il suo percorso alla ricerca della verità. Questo spettacolo è caratterizzato dal “trasformismo”: non solo per i cambi costume degli attori nei diversi personaggi, ma soprattutto per i numerosi travestimenti utilizzati da Lupin. I costumi, disegnati ispirandosi alla moda in voga a Parigi a inizio ’900, sono curati nei minimi dettagli proprio per sorprendere il pubblico ad ogni trasformazione. Più che mai in questo spettacolo gli attori adottano uno stile di recitazione molto espressivo, per far vivere agli spettatori l’emozione di un “giallo”. Per la chiarezza della recitazione e per la comprensione visiva della sequenza scenica, lo spettacolo è fruibile da tutto il nostro pubblico studentesco.